Sexy Mozart

ViolinIngresManRay1924

Le violin d’Ingres, Man Ray, 1924

Era convinto di essere uno fico.
Mi disse che era solito fare l’amore ascoltando musica classica.
Finalmente qualcuno che ha delle idee, pensai.
Aveva uno straordinario sistema audio e quando accese il lettore CD la camera risuonò delle splendide note del Bolero di Ravel. Una musica bellissima, certo, ma non molto originale per il sesso. Un pianissimo che sale lentamente e costantemente fino al climax.
Accidenti, il tizio non deve avere molta fantasia.
L’erotismo è una questione di variazione più che di ritmo.
«Non hai per caso la sinfonia n.38 di Mozart?» chiedo.
«Perché, non ti piace il Bolero?»
«No, non è questo, il Bolero mi piace molto, moltissimo, straordinariamente; ma stasera vorrei mostrarti qualcosa».
«Mozart, sinfonia n.38 hai detto?» domandò scettico.
«Esatto».
«Dovrò guardare nei CD di mio padre…» rispose non nascondendo un certo sarcasmo.
Ecco ci risiamo, crede sia roba da vecchi. Forse dovrei passare la serata con il padre, avrà certamente più esperienza e con ogni probabilità anche più buongusto.
«Eccolo» disse finalmente aprendo la custodia del cd.
Gli presi il disco dalle mani e lo misi nel lettore. Versai ancora un po’ di champagne e, lentamente, come nel primo adagio cominciai a spogliarmi. Cercò le mie labbra, i miei seni ma io gli negai ciò che il suo copione aveva previsto. L’adagio divenne un allegro e poi un andante
mozart-glassesLe mie mani correvano sulla sua pelle, le sue scesero sui miei fianchi, poi ancora più giù, fermai le dita ma lasciai che la sua lingua mi assaggiasse. Poi giocai con il suo piacere, portandolo fin quasi al limite ma fermandomi poco prima della piena soddisfazione.
Mi supplicò ma la mia lezione non era ancora finita e il mio piacere non secondario al suo.
No, non avrebbe condotto il gioco, non quella sera, non con me.
E non se ne sarebbe pentito: i sei minuti finali di presto gli fecero capire, non senza godimento, cosa s’intenda per variazione.

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