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Le donne del Grimorio

 

Gli Ezzelino. Signori della Guerra si è qualificato fra i tre finalisti del Premio Campiello – Opera Prima 2006.

Gli Ezzelino. Signori della guerra

Sulla base di indagini storiche ben equilibrate e del gioco del doppio narratore il romanzo, racconta, con nitidezza di particolari e grande partecipazione emotiva, la vita, gli intrighi e le guerre della dinastia degli Ezzelino da Romano che, tra XII e XIII secolo, dominò e tiranneggiò la marca Trevigiana.

Attraverso le storie raccontate dalla viva memoria di una vecchia strega, Pietro Gerardo, il più ambiguo fra i cronachisti ezzeliniani, narra, nuovamente, la storia del diabolico Ezzelino III del quale si disse ogni peggior cosa.

Come ebbe a dire il prof. Francesco Marroni critico letterario e scrittore lui stesso, «l’autore costruisce un romanzo storico che corrisponde alle caratteristiche della storicità e della narratività propriamente dette. La Storia cioè – continua Marroni – è piegata al disegno di una narrazione che, sempre avvincente, riesce a delineare una serie di personaggi che risultano funzionalmente molto interessanti, immaginativamente molto vivi senza tuttavia mai smentire la veridicità storica dei loro rispettivi linguaggi».

Giada Trebeschi, coltiva da sempre la passione per la storia e per la recitazione e sono proprio l’amore per la storia e la sensibilità imparata a teatro a permetterle di maturare una scrittura senza eccessi o oscurità, semplice ed efficace che colpisce per l’accuratezza psicologica dei personaggi.

E così, d’accordo con la prof. Clara Mucci la scrittura ci appare «sensibile e delicata senza mai concessioni al sentimentalismo o senza indulgere a leziosità o arcaismi; semplicità ed efficacia giungono dritti allo scopo, per cui la lettura avviene tutta d’un fiato, toccando immaginazione e realtà con lo stesso garbo e la stessa profonda umanità».
Le caratteristiche principali sembrano infatti essere la levità, la luminosità, la leggerezza pensosa e matura, in un impianto ampio, solido e molto aperto.

Il dott. Giovanni Marcadella nella sua critica al romanzo asserisce che il testo è avvincente e stimolante nella sua impostazione demandata ad un racconto, in cui gli argomenti del mito e le indagini storiche risultano ben equilibrati. Infatti, tramite un’avvincente e inappuntabile narrazione, l’autore cesella affascinanti ritratti di vita medioevale sia nelle campagne sia nei palazzi del potere.

Pur raccontando il passato è questo un libro modernissimo, da non perdere, per chi desideri vivere il romanzo della storia raccontato con grande forza narrativa.