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Le donne del Grimorio

 

Hanno detto

- Francesco Marroni
- Giovanni Marcadella
- Clara Mucci

- Nicola Montesano
- Cristina Soraci

Dott.ssa Cristina Soraci
Ricercatore di Storia Romana presso l´Università degli Studi di Catania.

A chi, come me, si trova a scrivere una breve recensione sull'opera prima di Giada Trebeschi dopo averla letta d'un fiato esattamente due anni fa, l'impresa risulta ardua, soprattutto quando non si possa ricorrere al testo, prestato ad un'amica e non ancora restituito...
A distanza di tempo, tuttavia, ricordo nitidamente soprattutto un personaggio, al quale è stato dedicato, non a torto, un intero capitolo, di rara bellezza: Lucrezia di Cellano. Ricordo ancora il profumo di mandorla che invadeva la stanza del marchese come le pagine del libro... E' una figura estremamente femminile, nella sua grazia e nella sua determinazione, pronta a morire pur di porre fine ad una situazione di ingiustizia. E come lei, anche Beatrice, che ricorre all'aborto per non dare discendenza al tiranno Ezzelino III, usa la morte come espiazione delle colpe altrui. Sono due delle tante figure femminili che popolano il romanzo e che rendono manifesto il ruolo che la donna ricopre o potrebbe ricoprire, se cosciente della specificità del proprio contributo, nella società.
Lucrezia e Beatrice usano la propria femminilità per uccidere; ma altre donne, nel romanzo come nella vita, la usano per amare. E' il caso di Leonora, una figura apparentemente fragile e quasi evanescente che però svela progressivamente la sua forza nel corso del racconto.
Colpisce, nel libro, anche il ricorso a fonti reali, magistralmente incastonate nella cornice narrativa: mi riferisco in particolare, ma non solo, all'iscrizione del capitolo XIII, il cui significato non viene svelato ma solo fatto intuire, e all'oroscopo del capitolo XXII.
Dedicato a chi crede che ogni talento umano ha in sé un tocco di magia.