Il Gran Teatro
del Mondo.
Questo spettacolo teatrale nasce dalla
volontà di mostrare quanto siano vicini alla vita
reale i confini che la separano da personaggi immortali
e famosi come, per esempio Amleto o Cyrano. Il testo,
che gioca con la mise en abîme tipica del rinascimento
di cui ripropone alcuni dei personaggi più famosi
attraverso la maschera di Arlecchino che gioca con
quella del Fool shakespeariano con il quale si scambia
e si confonde, si spinge in un virtuosismo letterario
e recitativo che punta a tirare in ballo nel breve
tempo della sua durata tutta la vita. Tutta la vita
che viene raccontata e che passa davanti agli occhi
del pubblico sul gran teatro del mondo. Il pubblico
dunque non è inteso come elemento passivo ma anzi,
come presenza indispensabile ed interattiva alla
quale l´Arlecchino-Fool si rivolge direttamente
in quanto riconosce proprio nel pubblico il suo
signore e padrone. In questo senso dunque Arlecchino,
in quanto maschera e personaggio non reale sa che
senza un padrone-autore la sua esistenza non avrebbe
alcun senso, egli sa benissimo che senza il pubblico
non saprebbe che cosa raccontare dato che ciò che
racconta altro non è che il riflesso nello specchio
della vita reale, e dunque della vita, delle emozioni
e dei desideri delle persone presenti in sala.
Lo spettacolo é un one
man show.
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