A letto con...
Willy!
Gli echi letterari che si rincorrono
come intrappolati in un mulinello di vento estivo,
la consapevole ironia dei personaggi ed i sottili
giochi linguistici già presenti nel testo, non potevano
che spingere la regia verso un ulteriore gioco di
specchi, una mise en abîme di araldica memoria
che ne amplifichi cioè la cassa di risonanza.
In tal senso è dunque inteso questo allestimento
che si propone di inserire lo spettatore all´interno
di un teatro circolare dove proscenio e back stage
si avvicendano senza mai confondersi, dove le quinte
si muovono per sperimentare nuove collocazioni e
dove tutta la macchina teatrale è pienamente visibile
senza per questo però rischiare di perdere la propria
magia. Un teatro circolare nel quale si possono
ancora sentire echeggiare le voci di chi è stato
lì prima di noi, un luogo nel quale ogni personaggio,
ogni frase, ogni oggetto sembra aver vita propria,
uno spazio onirico che possa restituirci pienamente
tutta la propria magica suggestione.