Essere o non essere Shakespeare

Non racconterò qui la trama o la sinossi che potrai facilmente reperire qui poiché, essendo questo il mio sito personale, mi sembra più interessante svelarti qualche segreto e qualche curiosità sul libro, la sua nascita e la sua evoluzione.

Questo testo nasce dopo molti anni di studio e d’amore per la produzione del Bardo che ho analizzato sia come studiosa di storia del teatro e letteratura ma anche come attrice in scena. Molte sono le messe in scena cui ho partecipato attivamente recitando spesso anche nell’originale inglese.

La prima parte di questo volume è dedicata allo studio trasversale storico e teatrale delle opere ed è divisa in saggi che si occupano di argomenti specifici.

Il teatro come specchio storico della società racconta il teatro shakespearino (e il teatro in genere) come fonte storica privilegiata dato che spesso si tratta di testi politice e/o polemici che possono raccontare all’occhio attento dello storico il punto di vista degli intellettuali dell’epoca.

Con L’idea dei due corpi del re e la polemica dogmatico-giuridica nel Richard II ho preso in esame una diatriba di ordine teologico-giuridico di grandissima impotanza nel periodo in cui Shakespeare scriveva in quanto racconta i dubbi e le difficoltà relative alla legittima successione di Elisabetta Tudor. Questo è, a mio avviso, il capitolo più tecnico.

Dalla regina vergine si passerà poi alle Donne ai margini, un saggio che affronta il tema, ancora attualissimo, della posizione delle donne di conoscenza, linguacciute e ribelli nella società. Le streghe insomma. Argomento che non manco di sviscerare anche nel romanzo L’amante del diavolo.

Il saggio Reietti Sociali: il negro e l’ebreo si occupa di quello che la società elisabettiana e non solo quella, pensava di queste due figure liminali, respinte e indesiderate. Mai censurare, piuttosto, studiare e capire, sempre, per non dimenticare e fare in modo che alcune cose non accadano più.

Ombre tratta dei chiaroscuri, dei fantasmi, dei personaggi malefici o che appaiono tali, di tutte quelle ombre insomma che si nascondono fra i versi shakespeariani e che sono tratteggiate dal Bardo esattamente come Caravaggio le dipinge sulla tela.

In principio era il fantasy è un saggio che dimostra come tutta la letteratura, per dirla con Borges, dovrebbe essere considerata fantastica. Senza la magia della parola e il fantasy nessuna letteratura, compresa quella teatrale, potrebbe, infatti, esistere. Non siete forse d’accordo?

Ho scientificamente usato il teatro, come fonte storica, ma è una fonte che collocheremo a metà fra la letteratura e l’arte. Difatti, la letteratura teatrale pur essendo una fonte documentaria è molto più mobile e flessibile grazie alla sua peculiare caratteristica di adattabilità alla scena. Allo stesso tempo, è anche una fonte visiva giacché è parola nata per essere ascoltata e vista, non per essere intimamente letta per questo, dulcis in fundo, abbiamo deciso di inserire tre pièces teatrali originali fra cui, A letto con… Willy!, che è stata già portata in secan con grande successo di critica e pubblico.

Le opere teatrali sono:

  • A letto con… Willy! (un’opera ironica e divertente che conduca lo spettatore attraverso piú di una pièce shakespeariana alla volta in un tempo relativamente breve, in una girandola di echi e suggerimenti)
  • La tragedia del re di Scozia (con l’inserimento del Fool nell’opera come voce di un osservatore interno onniscente che scandisca la discesa agli inferi di Macbeth)
  • Iago o della gelosia (scritto per il teatro danza e il tango con solo sei ballerini-personaggi in scena)

Il testo si fregia di un’introduzione di Elena Frasca
ricercatrice di Storia Moderna presso l’Università di Catania


Sul sito della Oakmond Publishing puoi leggere le prime pagine del romanzo
e trovare ulteriori informazioni sulla trama.

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